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... la caratteristica dell'Almanacco è quella di intraprendere un "percorso interdisciplinare" che includa aspetti letterari e artistici in genere; e se la filosofia non è da considerarsi come imprigionata in una torre d'avorio, allora sarà lecito guardare la presente rubrica come un "incontro", l'incontro "orizzontale" e fecondo tra la Filosofia e l'Altro-da-se: dove sta il confine?

Rubrica a cura di Andrea Tagliapietra

 
. . .. . . . . . .GIORNALE DI CONFINE - ANNO II, N.3
 

Se la mia anima potesse stabilizzarsi, non mi saggerei, mi risolverei: essa è sempre in tirocinio e in prova
[Montaigne]

 

; Lo statuto dell'etica tra scienza e filosofia in M. Schlick

Di Martino Cambula. Nel tentativo di definire il significato delle Fragen in rapporto alle premesse teoretiche da cui l'opera è partita e agli esisti ottenuti, Schlick riconosce esplicitamente i limiti oggettivi della propria indagine. Le "contraddizioni interne" - per chi legge l'opera di Schlick nella prospettiva da lui stesso indicata - assumono la loro precisa dimensione minimale; permangono invece le "aporie" e le difficoltà, che lo storico e il critico hanno il compito di mettere in luce, in rapporto alla possibilità logica ed epistemologica del neoempirismo schlickiano di spiegare non esaustivamente il fatto morale o la dimensione morale del vivere. L'intervento proseguirà nel prossimo numero.

 

; L'apocalisse delle immagini.
Esegesi del cinema di Wim Wenders a partire da "Fino alla fine del mondo"

Di Andrea Tagliapietra. Come leggiamo nel testo di un discorso tenuto da Wenders, al festival del teatro di Monaco, lo stesso anno dell'uscita nelle sale di Fino alla fine del mondo,"se il mondo delle immagini sta andando a rotoli e se le immagini si stanno ormai autonomizzando sempre più a causa del progresso e della tecnica, tant'è che non sono già più controllabili e lo saranno sempre di meno, esiste comunque anche un'altra cultura, una controcultura nella quale nulla è cambiato e nulla cambierà: la narrazione scritta di storie, la letteratura, la lettura, la "parola". Io non credo a molte cose della Bibbia, ma credo comunque profondamente nella frase [si tratta dell'inizio del "Vangelo di Giovanni" (Gv. 1,1) che fa eco all'inizio dell'intera Scrittura, ossia al primo versetto della Genesi ]: "In principio c'era la parola". E non ritengo che un giorno si dirà: "E alla fine ci fu l'immagine...". La parola rimarrà"

 

Andrea Tagliapietra, Rassegna stampa »»

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