MARCO SANNA, "VIAGGIO A BAGHDAD"

 

M. Sanna, Viaggio a Baghdad, in "XÁOS. Giornale di confine", Anno I, n.3 2002-2003, URL: http://www.giornalediconfine.net/n_3/art_16.htm

Commento di Emilia Mura

"Sire - cominciò Sherazád, rivolgendosi al Sultano - sotto il regno del califfo Harún-ar-Rashíd, viveva a Baghdad un facchino, che malgrado il suo faticoso mestiere era un uomo spiritoso e allegro…un bel mattino mentre si trovava come al solito con una grande cesta in una piazza, aspettando che qualcuno avesse bisogno dei suoi servizi, una signora di bell'aspetto, coperta con un gran velo di mussola gli si avvicinò…"

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Certo la città era grande, non era facile incontrarsi, tra i mille meandri di un labirinto, fra maschere, archi, viuzze di mercati, tra il vociare di bambini instancabili, una città intera in movimento … Un modo intero di colori, di occhi, di sorrisi, di sopraccigli aggrottati e uomini solitari seduti a guardare la gente passare … I negozi sono tutti aperti, è giorno e la città sembra vivere in ogni suo angolo … ci si sente investiti, sono tante le cose che si possono vedere e scoprire … la bellezza è sempre dietro l'angolo … il mondo dei grandi, il mondo dei bambini, questo pezzo di terra…e una lampada di Aladino dove dentro forse dorme ancora un piccolo genio, in attesa di essere svegliato o di essere lasciato in pace a dormire, per ancora qualche millennio … All'imbrunire, il cielo … il sole cala a riposare … un attimo di pausa, un attimo di silenzio anche in mezzo alla città.