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DA SPAZIDELCONTEMPORANEO..
Abitare l'Arte

DI TONI TONIATO

Essere al mondo nella specificità dell’arte non è soltanto da sempre il fenomeno principale di un certo modo di “abitare” essenzialmente il linguaggio; in esso e per esso si determinano altresì l’inveramento di antiche prossimità e una incessante progettazione di ulteriori dimensioni di senso – ossia, di altri dispositivi relazionali
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DA ARCHIVIO.
Sinestesie della degustazione

DI ROSALIA CAVALIERI

(...) Ma il ‘divino nettare’ è anche ‘parola’, specialmente quando lo si sa gustare, cioè valutare e apprezzare: attività che implica senso della condivisione e capacità di parlare del vino in modo appropriato. Se proviamo a capire cosa distingua l’atto fisico del bere dall’atto cognitivo del degustare, comprendiamo bene la linguisticità del vino e perciò il ruolo decisivo della parola in questa complessa esperienza estetica o, piuttosto, sinestetica. Il vino è infatti un fenomeno complesso: è colore, profumo, sapore, consistenza, calore e suono. Ma se l’atto del bere si compie in silenzio e non richiede concentrazione della mente e del palato, la degustazione che lo commenta è invece inevitabilmente parlante. La bellezza e la bontà di un vino si esprimono di fatto in un linguaggio inteso a tradurre questa speciale esperienza (sin)estetica.
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DA ARCHIVIO.

Ultimi incontri con le sirene


DI FRANCESCA GRUPPI

Dall‟antichità ai giorni nostri, da Omero a Platone, da Cicerone a Clemente Alessandrino, da Agostino a Montaigne, da Pascoli a Eliot – per citare solo alcuni nomi celebri – l‟episodio di Odisseo e le Sirene è stato interrogato, allegorizzato, riscritto, caricato di infiniti e opposti sensi. Vi è anche chi sostiene che le Sirene – figure di contrasto ma dotate di autonomia, diverse, in virtù del segreto del canto, dai mostri che dominavano la terra in età arcaica – siano gli «esseri mitologici meglio adattabili in assoluto alle più diverse esigenze culturali ed artistico-letterarie, e quindi singolarmente pronti ad assumere sempre nuovi valori simbolici a opera di filosofi, teologi, narratori e poeti».
Ma scandagliando questa lunga vicenda vale la pena di indugiare su una data: l‟anno 1917, quando il genio di Franz Kafka si appropria del racconto omerico, gettando lo sguardo nell‟abisso spalancato dall‟enigma di quel canto e dall‟esperienza insondabile di Odisseo.

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ARCHIVIO.. LA FILOSOFIA E PESSOA

Potenze della finzione.
La filosofia e Pessoa


DI FABIO TREPPIEDI


C’è un frammento del Libro dell’inquietudine su cui è possibile impiantare una questione che tocca la poesia di Pessoa in uno dei suoi punti nevralgici:
"Forse un giorno capiranno che ho compiuto, come nessun altro, il mio innato dovere di interprete di una parte del nostro secolo".
Non si tratta né di chiedersi fino a che punto la persona che ha scritto il frammento, l’“ortonimo” Fernando Pessoa, si identifichi col personaggio che vi appone la firma, l’“eteronimo” Bernardo Soares, né tantomeno di chiedersi fino a che punto il fatto che il secondo sia frutto dalla mente del primo basti di per sé a confinare l’affaire Pessoa nella finzione letteraria piuttosto che nella malattia mentale. Bisognerebbe infatti assumere fino in fondo la finzione pessoana, prenderla alla lettera, interrogandosi non tanto sull’arrivo presunto del “giorno” evocato nel frammento quanto più sulla capacità, da parte del pensiero stesso, di accogliere la finzione in tutta la sua portata.

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DA L'ALMANACCO DELLA CRUDELTÀ..
Esser contro

DI ANDREA TAGLIAPIETRA

La filosofia si attesta ai bordi del mondo, pronuncia il suo "preferirei di no" là dove nessuno può scalzarla.
È disciplina dell'eccentrico, dell'assurdo, del paradossale. Ma proprio sulla linea del margine sta il punto archimedico, il "contro", quel famoso punto d'appoggio che ci consente di sollevare il mondo, di rovesciare lo stato delle cose, di pensare oltre l'orizzonte, di costruire il nuovo nell'azzurro.

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La lotteria di Babele
Appunti filosofici su caso e fortuna nella società della comunicazione.
L'apocalisse delle immagini
Esegesi del cinema di Wim Wenders a partire da
"Fino alla fine del mondo"

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[LEGGI L'ALMANACCO]

 

 
 

DA SPAZIDELCONTEMPORANEO..
Novissima relatio

DI MASSIMO DONÀ

Ogni cosa è in relazione con tutte le altre; lo sapevano bene gli antichi. Lo sapeva bene Eraclito, che, nominando Polemos padre di tutte le cose, faceva della relazione oppositiva il “trascendentale” al cui abbraccio nulla può davvero sfuggire. Ma lo avrebbe ribadito a gran forza lo stesso Giordano Bruno, teorico di un vincolo universale che tutto avrebbe dovuto rendere espressione perfetta e originaria del ‘divino’
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DA SPAZI DEL CONTEMPORANEO..
Abitare e lo spazio liquido dell'architettura

DI SILVANO TAGLIAGAMBE


Che lo si voglia o no, che lo si comprenda o meno, il nostro modo di abitare lo spazio è sempre più condizionato e modificato dalla presenza ormai determinante nella nostra cultura del ciberspazio. Questo termine, com'è noto, è uscito nel 1984 dalla penna di William Gibson, un autore di fantascienza, che ne fa uso per la prima volta nel suo fortunato Neuromancer e poi in Count Zero, deriva, com'è noto, dal greco kubernein che significa "governare, dirigere". Nella sua accezione più immediata indica un nuovo universo, una realtà artificiale, "virtuale", multidimensionale, generata, alimentata e resa accessibile dal computer attraverso le reti globali di comunicazione. Un universo padroneggiato e percorribile da tutti coloro che ne conoscano i percorsi, ma tuttavia libero dai vincoli fisici dello spazio e del tempo.
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ARCHIVIO.. LE CITTÀ INVISIBILI

I palazzi di parole di Nicolò quirico



DI GIACOMO AMBROSI


(...) Quelle che, a un primo e superficiale sguardo, sembravano semplici fotografie di edifici iniziano ad animarsi, a pulsare, a vivere di vita propria; i palazzi di Quirico cominciano a vibrare, avvertiamo il battito della loro esistenza. Solo allora ci si rende conto di come ad animare, a dar parola agli edifici stessi siano le pagine di libri d’epoca su cui le fotografie dell’artista sono state stampate.
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DA ARCHIVIO.
Un’amicizia stellare
Kierkegaard e Pessoa

DI SUSANNA MATI

(...) L’esteta vuole sentire continuamente le vertigini, saziare la sua paradossale fame di dubbio sull’esistenza, che più mangia più ha fame, vuole indurire un sensibilissimo intimo fino all’insensibilità, per «poi lasciare che tutto quanto crolli dalle fondamenta, che la tua anima possa esser placata, sì, immelanconita, che ti possa riuscire di suscitare un’eco, perché l’eco suona solo nel vuoto»
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ARCHIVIO.. JEAN - PAUL SARTRE

L'esistenza di troppo.
Jean-Paul Sartre e il romanzo della nausea esistenziale

DI STEFANO SCRIMA

Dopo Nietzsche l’uomo contemporaneo acquisì suo malgrado coscienza della fragilità del terreno; il sentimento di vuoto che mina l’esistenza, il nichilismo, penetrò nelle trame della quotidianità ancor prima che nelle pagine di trattati filosofici, romanzi e poesie.
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NOTE DA ARCHIVIO
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eventi exhibitions festival libri incontri

AGENDA.. PALAZZO DUCALE GENOVA

MERAVIGLIE FILOSOFICHE.


Dal 18 ottobre al 29 novembre 2017 a Genova.
Studiosi e autori di oggi raccontano e interpretano per tutti alcuni grandi classici della filosofia e della letteratura, dall’antichità al Novecento
Quest'anno sono 6 gli appuntamenti in programma e si parte il 18 ottobre con Salvatore Veca (Michel Foucault e la questione dell’Illuminismo). Il secondo appuntamento, mercoledì 25 ottobre, è con Silvana Borutti (Wittgenstein: la filosofia come compito e come risveglio). Gli incontri di novembre si aprono con la relazione di Massimo Cacciari, Nietzsche logico-philosophicus. Segue Nicla Vassallo, il 15 novembre, con Excusez-moi Simone De Beauvoir: la donna non esiste. Giorgio Pasqualotto, mercoledì 22, presenta il suo Schopenhauer tra Oriente e Occidente. Chiudono la rassegna, mercoledì 29 novembre, Giacomo Marramao e Antonio Gnoli dialogando intorno a Essere e Tempo di Martin Heidegger


La rassegna è curata da Elvira Bonfanti e Nicla Vassallo

Dove: Genova, Palazzo Ducale

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FESTIVAL. | BOLOGNA


festival della cultura tecnica


A Bologna, dal 13 ottobre al 18 dicembre, la quarta edizione del Festival della Cultura Tecnica. Incontri, dibattiti, dimostrazioni per un avventuroso percorso tra il fare e il pensare

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ARTE, LETTERATURA & . | MILANO

WRITERS
Gli scrittori si raccontano

26-28 gennaio 2018

Negli spazi dei Frigoriferi Milanesi a gennaio ritorna il  festival letterario Writers per conoscere e parlare con scrittori e artisti in un’atmosfera informale.Tre giorni di racconti, letture, rappresentazioni, mostre e spettacoli. Appuntamento dal 3 al 5 febbraio 2017

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