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OTTOBRE 2017 - GENNAIO 2018   LA STROZZINA - PALAZZO SROZZI | FIRENZE


UTOPIE RADICALI

Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976
Il movimento architettonico radicale a Firenze negli anni Sessanta e Settanta raccontato negli spazi della Strozzina di Palazzo Strozzi. In scena i movimenti e le singole personalità che hanno rivoluzionato l’architettura contemporanea, tra utopia e demolizione della disciplina. Dal 20 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018

FIRENZE/
STROZZINA | PALAZZO STROZZI

Utopie-Radicali-Mostra-Palazzo-Strozzi-Firenze


In un caleidoscopico dialogo tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni la
mostra riunisce le opere visionarie di Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO, Zziggurat, gruppi e personalità capaci di rendere Firenze negli sessanta e settanta il centro di una
rivoluzione creativa che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale. In tutto 320 opere tra cui
abiti, gioielli, tessuti, porcellane, lampade, mobili, foto, fotomontaggi, collage, modellini e progetti.



Utopie Radicali presenta per la prima volta insieme tutti gli architetti radicali di Firenze, a mezzo secolo di distanza dalla loro nascita e diffusione tra 1966 e 1976. Questa generazione di artisti, inizialmente studenti legati principalmente alla facoltà di Architettura di Firenze, è la prima in Italia a portare avanti una profonda revisione e una nuova visione della disciplina architettonica, alla ricerca di un inedito connubio tra l’utopia architettonica e la ricerca basata sulle tecnologie più avanzate, già in atto a livello internazionale con gruppi e autori come Hollein e Pichler a Vienna, gli Archigram a Londra, i Metabolisti in Giappone, Yona Friedman in Francia, Buckminster Fuller negli Stati Uniti, Frei Otto in Germania, il movimento situazionista di Costant e Debord in Francia e Olanda.

Definito inizialmente come “superarchitettura”, “controdesign”, “architettura concettuale” o “utopia”, il movimento architettonico radicale a Firenze si contraddistingue per l’originale e proficuo scambio tra la ricerca architettonica e le arti visive, andando appunto oltre l’architettura. Caratteristica del ruolo “radicale” dei ricercatori fiorentini è quella di innovare profondamente strategie progettuali e piattaforme concettuali, manifestandosi anche attraverso performance urbane e cortocircuiti operativi, con teorizzazioni globali e contributi concettuali che si trascrivono sia nelle architetture per gli interni che negli spazi urbani. Attraverso un andamento corale e suddivisa per sezioni tematiche, la mostra fa emergere le complessità che stavano alla base di quegli anni con gli intrecci fra arte, design e architettura, ma anche con la musica e il mondo dei grandi concerti, quello delle discoteche e dei club, dallo Space Electronic dei 9999 a Firenze al Bamba Issa degli UFO a Forte dei Marmi. Tra le opere in mostra si trovano progetti d’interni e mobili, ormai iconici, come Superonda e Safari di Archizoom, Bazar di Superstudio e Rumble Sofa di Gianni Pettena, presentati accanto alle interpretazioni utopiche del mondo rese attraverso i disegni, i fotomontaggi e le immagini di opere come Monumento continuo e Architettura interplanetaria di Superstudio, No Stop City di Archizoom, La città n. 551 di Remo Buti, Linear City di Zziggurat e Giro d’Italia di UFO, affiancate anche da una speciale sezione della mostra dedicata all’oreficeria e all’abbigliamento.

Sezione importantedell’esposizione è inoltre quella dedicata all’editoria e alla pubblicista radicale, che hanno rivestito un ruolo fondamentale nella diffusione e nella conoscenza reciproca tra i diversi protagonisti del movimento a livello non solo italiano, ma anche internazionale.

Grazie alla collaborazione con il Mercato Centrale Firenze sono proposte due installazioni della serie
Urboeffimeri del gruppo UFO, strutture tubolari gonfiabili ricoperte da giochi di parole e slogan provocatori che se nel 1968 erano state inserite in contesti iconici della città di Firenze come Piazza del Duomo o Piazza della Signoria, in occasione della mostra saranno poste in dialogo con l’architettura rinascimentale del cortile di Palazzo Strozzi e con quella di fine Ottocento del Mercato creando un cortocircuito tra happening e architettura, arte e politica.

La mostra, ispirata da un’idea di Marino Golinelli e prodotta da Fondazione Golinelli, è curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica; il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects.

 

*Fonte: www.palazzostrozzi.org

Nella foto: 9999, Happening Progettuale su Ponte Vecchio, 1968. San
Casciano Val di Pesa (Firenze), Archivio 9999.


Cosa: UTOPIE RADICALI, Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976
Quando: ottobre 2017 - gennaio 2018
Dove: La Strozzina - Palazzo Strozzi, Firenze
Info: www.palazzostrozzi.org

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