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OTTOBRE 2017 - FEBBRAIO 2018   CENTRO ARTI E SCINZE - FONDAZIONE GOLINELLI | BOLOGNA


MPREVEDIBILE

Al Centro Arti e Scienze, il nuovo spazio espositivo della Fondazione Golinelli, in dialogo il linguaggio dell'arte con quello della scienza con la mostra Imprevedibile, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà

BOLOGNA/
CENTRO ARTI E SCIENZA - FONDAZIONE GOLINELLI

Centro-Arti-e-Scienze -Golinelli-ph-OKNOSTUDIO


Fondazione Golinelli inaugura a Bologna il Centro Arti e Scienze, uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” pensato per offrire una sintesi fra arte e scienza – concepite da troppo tempo come due polarità distanti e tendenzialmente estranee – che costituisce invece uno dei terreni più fertili nei quali rappresentare il futuro. La mostra Imprevedibile apre la programmazione
Dal 13 ottobre al 04 febbraio 2018



La mostra Imprevedibile è l’ultima di sette esposizioni che, a partire dal 2010, negli altri spazi Golinelli hanno indagato in modo innovativo temi forti della contemporaneità mettendo in dialogo il linguaggio dell’arte con quello della scienza. Fondazione Golinelli ha sempre creduto nella potenzialità di questo connubio per diffondere cultura e conoscenza: le stagioni più alte della cultura umana si sono prodotte quando arti e scienze si sono intrecciate in modo fecondo. L’intento della mostra è contribuire a colmare la frattura oggi in essere tra cultura umanistica e cultura scientifica.
Dopo aver esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà, con la mostra Imprevedibile è ora la volta di indagare il tema del futuro.

«Imprevedibile» scrive Cristiana Perrella «muove dalla sensazione di incertezza che caratterizza la nostra vita in un momento storico di grandi e rapidissimi cambiamenti, di questioni cruciali per l’umanità […] che richiedono di essere affrontate urgentemente, ma senza poter ricorrere a parametri già noti. […] Abitare l’incertezza è forse una delle cose che gli artisti sanno fare meglio, rilevando sensibilità, urgenze e segnali inespressi della loro epoca senza temere la contraddizione, gli errori, lasciando spazio al dubbio, alle molteplici interpretazioni. L’arte è fondata sull’immaginazione e si alimenta di possibilità, intuizione e speculazione, non di sicurezza».
Il futuro non si lascia prevedere, se non per caso, e non si può controllare, ma possiamo prepararci al tempo che ci attende «e soprattutto dobbiamo» come scrive Giovanni Carrada «cercare per quanto ci è possibile di contribuire a crearlo, cercando in quello che accade oggi i semi di quello che potrebbe accadere domani», consapevoli però che «le analogie fra allora e oggi […] ci offrono delle possibilità, ma sta a noi cercare di realizzarle. Perché il futuro, oltre che imprevedibile, è aperto. È fonte di rischi insospettati, ma anche di nuove soluzioni».

Come ci si può adattare a un mondo che cambia, sempre in modo imprevedibile?
E come ci si può preparare a un futuro che non si può in alcun modo prevedere? Il futuro è sì imprevedibile, ma “funziona” sempre allo stesso modo, almeno nelle economie moderne, e per questo ci si può preparare imparando dalle esperienze del passato più o meno recente.
E capire come potrebbe funzionare il futuro è il motore della mostra.
Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e internazionali – scelte per la capacità di attivare connessioni impreviste, chiarire concetti complessi attraverso la loro evidenza visiva, suscitare emozioni in grado di trasmettere, rispetto alla scienza, un diverso tipo di conoscenza e di comprensione – con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.

La mostra si articola in sei sezioni:
Il futuro arriva comunque, Il futuro crea più di quanto distrugga, Il futuro non si lascia prevedere (per fortuna), Il pregiudizio contro le cose nuove, Fare i conti con la natura, Chi non innova rischia di perdere anche il proprio passato

La mostra, ispirata da un’idea di Marino Golinelli e prodotta da Fondazione Golinelli, è curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per la parte artistica; il progetto dell’allestimento è di Mario Cucinella Architects.

 

 

Immagine: Centro Arti e Scienze Golinelli - ph OKNOSTUDIO


Cosa: IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà
Quando: ottobre 2017 - febbraio 2018
Dove: Centro Arti e Scienze Golinelli, Bologna
Info: www.artescienzaeconoscenza.it | www.fondazionegolinelli.it

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