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GENNAIO 2014   LIBRI | FILOSOFIA


ESISTERE FORTE
Ha senso esistere? Camus, Sartre e Gide dicono che…

DI STEFANO SCRIMA


Torna in questi giorni in libreria, questa volta in versione e-book, Esistere Forte di Stefano Scrima (edizioni Il Giardino dei Pensieri)


 

Ha senso esistere? Per rispondere, o perlomeno tentare di rispondere a questa domanda, probabilmente la domanda delle domande, quella che da sempre ossessiona gli esseri umani di tutte le epoche e nazionalità (e oggi, a crisi spirituale d’Occidente compiuta, sembra essere più viva e pulsante che mai), si è chiesto alle opere di tre grandi romanzieri del Novecento francese, André Gide, Jean-Paul Sartre e Albert Camus – Sartre e Camus furono anche filosofi e dedicarono la loro indagine filosofica proprio al tema dell’esistenza –, di interpretare quello che noi, nella nostra impermeabile quotidianità, spesso avvertiamo ma non riusciamo a spiegare.

La sensibilità di questi scrittori, che prima di tutto sono stati uomini ossessionati dalla ricerca del senso dell’esistenza, può far luce sui nostri problemi esistenziali e aiutarci a raggiungere qualche punto fermo, una nostra consapevolezza, oppure anche solo spunti dai quali però iniziare un percorso personale verso il nostro significato. Di sicuro non saranno dei romanzi (o tutt’al più delle opere filosofiche) ad aprirci le porte della verità, ma senza di essi, e degli uomini che vi si nascondono dietro, alcune domande fondamentali per capire chi siamo non sarebbero mai sorte in noi – o meglio, sarebbero sorte ma le avremmo immediatamente sopite; forse per paura delle conseguenze sul nostro equilibrio psichico e del giudizio degli altri – e avremmo così perso l’occasione di riflettere e confrontarci con il mistero più grande (e scontato) di tutti: l’esistenza, nostra e di tutto il resto.

Così il libro entra nel vivo con Sartre e la sua Nausea, il senso di vuoto, sondando quel sentimento di saturazione, di straripamento, che spesso ci invade e ci allontana dal significato, quel sentimento che ci fa sentire di troppo, superflui, anzi ingombranti. Se così fosse, se non esistesse antidoto alla Nausea, esistere non avrebbe alcun senso, sarebbe un errore a cui mettere fine. Ma per Sartre e i suoi personaggi – lo si vedrà – una via d’uscita, anche se flebile, non manca. E si vedrà anche come cambierà, con Sartre, la visione che l’uomo ha di se stesso: un uomo libero, responsabile di questa libertà che nel suo movimento investe anche tutti gli altri. L’esistenza è un farsi quotidiano e nel momento in cui scegliamo come esistere condizioniamo il mondo intero; non dobbiamo rendere conto solo a noi stessi (anche se di sicuro non più a Dio o a un’entità sovrumana), ma a tutti gli uomini coi quali coabitiamo questo pianeta e coi quali costruiamo la nostra storia.

Anche le domande di Camus sull’esistenza sono assordanti, così tanto che il quesito essenziale al quale far fronte sembra essere rimasto se abbia senso continuare a vivere o se sia meglio suicidarsi. La vita è assurda, sì, Camus lo riconosce, però anche per lui sembra esserci una via d’uscita: la rivolta dell’uomo contro l’ingiustizia di un mondo silenzioso, che non dà risposte, una rivolta che è un sì alla vita, vissuto nel trionfo del corpo e dei sensi riappacificati con la natura dalla quale l’uomo ingrato si è voluto distaccare, garante di una misura che renda lieto l’esistere anche nella sua sostanziale mancanza di significato.

Maestro di Camus in materia di “riscoperta” del piacere dei sensi, contrapposto alla sterilità di una vita dagli esclusivi fini spirituali, fu Gide, che attraverso la sua attività narrativa edificò un percorso personale di purificazione e ricongiungimento con le gioie semplici del corpo. Ma è proprio in Gide a farsi largo nella letteratura europea la questione della gratuità della vita: perché agire in un modo piuttosto che un altro? Se la vita non ha senso, se è essa stessa gratuita, perché “controllare” le nostre azioni, perché non fare tutto quello che ci viene in mente, seguendo l’assoluta gratuità di cui siamo fatti? Vedremo quali sono le risposte che i personaggi di Gide cercano di dare a queste domande.

Ma Sartre, Camus e Gide non sono gli unici autori trattati in questo libro: si parla, inevitabilmente in quanto padre del nichilismo, della diagnosi della perdita dei valori tradizionali in Occidente, di Friedrich Nietzsche; si parla di Albert Caraco, scrittore meno noto al grande pubblico ma altrettanto impegnato nel dare un senso al (suo) mondo attraverso i suoi scritti; ma si parla anche di un nostro giovane contemporaneo, Paolo Sorrentino, scrittore e regista che in qualche modo porta avanti la missione dell’arte nel fornire all’uomo gli strumenti per interpretare il suo tempo e la sua condizione.



Ha senso esistere? Camus, Sartre e Gide dicono che…
Edizioni del Giardino dei Pensieri
Collana “I Quaderni di Diogene”
Bologna 2013
ISBN: 9788898227303
Edizione Cartacea: www.libreriafilosofica.com
Versione e-book: www.bookrepublic.it



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