XAOS
GIORNALE DI CONFINE

| INDEX | CONTATTI |

 
 

Periodico on line di caotica varietà delle testimonianze umane

 
 
 
 La Copertina: ma è sempre l'ora del tè ?  
 
   
  turismieculture.it
 

AGENDA 2013 //
Marzo Aprile Maggio

Informazioni eventi exhibitions festival libri


ALFONS MUCHA EXHIBITION | PRAHA

Alfons_Mucha

10 Aprile - 31 Luglio 2013// Praga


Lo "Stile Mucha", eterno simbolo dell'Art Nouveau, in mostra a Praga dal 10 aprile al 31 luglio. Sarà la Casa Municipale della capitale ceca ad accogliere la significativa esposizione dedicata ad Alfons Mucha, con i Poster appartenenti alla collezione privata di Ivan Lendl.


++ Maggiori Info


RUDOLF STEINER
L’ALCHIMIA DEL QUOTIDIANO


steiner_mostra_mart_rovereto

09 Febbraio - 02 Giugno 2013// Rovereto

Il Mart presenta, per la prima volta in Italia, la mostra “Rudolf Steiner. L’alchimia del quotidiano”, una grande retrospettiva ideata dal Vitra Design Museum di Weil am Rhein e curata da Mateo Kries.


++ Maggiori info


SPAZI. DA DÜRER A PICASSO

Pablo Picasso

22 Marzo 2013- 08 Settembre 2013// Cagliari


Da Dürer a Picasso. Il paesaggio letto nelle opere grafiche di venti artisti
, è il titolo della mostra che inaugura a Cagliari venerdì 22 marzo nel Castello San Michele.


++ Maggiori Info


GLI ALFABETI DELL'INCONOSCIBILE


A arte Studio Invernizzi

13 Marzo 2013- 02 Maggio 2013// Milano

La galleria A arte Studio Invernizzi inaugura martedì 12 marzo 2013 alle ore 18.30 la personale di Carlo Ciussi.

++ Maggiori Info


IL PAESAGGIO NELLE ARTI // GIORNATE STUDIO



Giovanni Chiaramonte

20 Marzo, 10 Aprile 2013 // Verona

A Verona due Giornate Studio dedicate al tema del Paesaggio nelle Arti, curate dal Dipartimento Tesis dell'Università di Verona

++ Maggiori Info


THE CAMERA'S BLIND SPOT // MOSTRA


museo_man

23 Marzo 2013- 26 Maggio 2013// Nuoro

Il Museo MAN di Nuoro presenta, sabato 23 marzo, un nuovo progetto espositivo dedicato ai rapporti tra le due discipline nella produzione artistica contemporanea.

++ Maggiori Info


CAMPO DI ANDREA KVAS

09 Febbraio 2013- 06 Aprile 2013// Firenze

Il programma espositivo annuale del Museo marino marini, early one morning, ideato dal direttore artistico alberto salvadori, prosegue con campo di Andrea Kvas, a cura di barbara casavecchia.

LEGGERE PER NON DIMENTICARE


Ottobre 2012 - Maggio 2013 // Firenze

Da ottobre a maggio Firenze ospita la XVIII° stagione di "Leggere per non dimenticare, il ciclo d'incontri a cura di Anna Benedetti.
Quarantasei incontri in otto mesi di viaggio attraverso narrativa, storia, filosofia, scienza, linguistica, psicoanalisi, architettura, saggistica, i mercoledì e i venerdì alla Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo, 26 (ore 17.30) - Firenze.

Prossimi appuntamenti di Aprile- Maggio:
Guido Baldereschi, Discorrendo della sapienza di Homo Sapiens (17 Aprile), Paolo Lombardi
Un segreto ricomporsi. Albert Speer: dalla memoria individuale alla storia (19 Aprile), Arnaldo Ballerini, Delia, Marta e Filippo. Schizofrenia e sindromi sub-apofaniche (24 Aprile), Giulio Giorello con Ilaria Cozzaglio, La filosofia di Topolino (8 Maggio), Amedeo Balbi, Il buio oltre le stelle (15 Maggio), Umberto Curi, Passione (17 Maggio)

Maggiori info // www



Quaderni Xaos

Comunicazione immagine verità
(...) È opinione diffusa che la
comunicazione abbia a suo fondamento
la comunità.
Si sosterrà l'opposta tesi che è la
comunicazione che fonda la comunità [...]


da spazidelcontemporaneo


+ + Novissima relatio // Di Massimo Donà

+ + disabitare lo spazio // Di enrico ghezzi

+ + Abitare l'arte // Di Toni Toniato

+ + Abitare gli intra mundia // Di Carlo Sini

 
 
" (...) Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, — rispose il Cappellaio, — non diresti che lo perdiamo. Domandaglielo. — Non comprendo che vuoi dire, — osservò Alice. — Certo che non lo comprendi! — disse il Cappellaio, scotendo il capo con aria di disprezzo — Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo (...)" - Lewis Carroll , Alice nel Paese delle Meraviglie - Un tè di matti

Dalla libreria on line di giornalediconfine.net
Letture, appunti, riflessioni, interviste tra arte letteratura e filosofia


 

Le città visibili: i Palazzi di Parole di Nicolò Quirico
Di Giacomo Ambrosi

Palazzi di Parole Palazzi di Parole Palazzi di Parole

(...) Quelle che, a un primo e superficiale sguardo, sembravano semplici fotografie di edifici iniziano ad animarsi, a pulsare, a vivere di vita propria; i palazzi di Quirico cominciano a vibrare, avvertiamo il battito della loro esistenza. Solo allora ci si rende conto di come ad animare, a dar parola agli edifici stessi siano le pagine di libri d’epoca su cui le fotografie dell’artista sono state stampate.


Potenze della finzione.
La filosofia e Pessoa

Di Fabio Treppiedi

C’è un frammento del Libro dell’inquietudine su cui è possibile impiantare una questione che tocca la poesia di Pessoa in uno dei suoi punti nevralgici:
"Forse un giorno capiranno che ho compiuto, come nessun altro, il mio innato dovere di interprete di una parte del nostro secolo".
Non si tratta né di chiedersi fino a che punto la persona che ha scritto il frammento, l’“ortonimo” Fernando Pessoa, si identifichi col personaggio che vi appone la firma, l’“eteronimo” Bernardo Soares, né tantomeno di chiedersi fino a che punto il fatto che il secondo sia frutto dalla mente del primo basti di per sé a confinare l’affaire Pessoa nella finzione letteraria piuttosto che nella malattia mentale. Bisognerebbe infatti assumere fino in fondo la finzione pessoana, prenderla alla lettera, interrogandosi non tanto sull’arrivo presunto del “giorno” evocato nel frammento quanto più sulla capacità, da parte del pensiero stesso, di accogliere la finzione in tutta la sua portata.


"L'Esistenza di Troppo.
Jean-Paul Sartre e il romanzo della nausea esistenziale
Di Stefano Scrima

Dopo Nietzsche l’uomo contemporaneo acquisì suo malgrado coscienza della fragilità del terreno; il sentimento di vuoto che mina l’esistenza, il nichilismo, penetrò nelle trame della quotidianità ancor prima che nelle pagine di trattati filosofici, romanzi e poesie. Ma è grazie a questi che la riflessione si fece universale, voce d’una specie, l’umanità, abbandonata da Dio. Un’opera su tutte, La nausea di Sartre, ha assurto a classico non certo solo per le sue qualità stilistico-letterarie, ma soprattutto per la capacità dell’autore di sondare le due facce dell’insostenibilità della vita: il troppo pieno e il troppo vuoto; qualcosa, in ogni caso, che è sempre di troppo.

After Nietzsche contemporary man acquired in spite of himself the awareness of the fragility of the ground; the feeling of emptiness that undermines the existence, nihilism, penetrated into the plots of daily life, even before that in the pages of philosophical treatises, novels and poems. But it is through these papers that the reflection became universal, like the voice of a species, humanity, abandoned by God. One work over all, Nausea by Sartre, has risen to literary classic not only for its stylistic quality, but also specially for the author’s ability to explore the two sides of the unsustainability of life: the overfullness and the overemptiness; anyway something always too much.


"La gola del filosofo. Il mangiare come metafora del pensare
Di Andrea Tagliapietra

(...) Leggere è mangiare, scrivere è cucinare. Parola e cibo, sapere e sapore sono, nella nostra cultura, circondati da un'aria di famiglia che lo stesso linguaggio si affretta a testimoniare. Noi abbiamo "appetito" di conoscenza, "sete" di sapere o "fame" d'informazioni. Noi "divoriamo" un libro, "facciamo indigestione" di dati, "abbiamo la nausea" di leggere o di scrivere, non siamo mai "sazi" di racconti, "mastichiamo" un po' di inglese, "ruminiamo" qualche progetto, "digeriamo" a fatica alcuni concetti, mentre "assimiliamo" meglio certe idee piuttosto che altre. Noi ci "beviamo" una storia soprattutto se nel narrarcela sono state usate parole "dolci", invece di condirla con "amare" considerazioni, con battute "acide" o "disgustose", o, peggio, con allocuzioni "insipide" e "senza sale". Non a caso le storielle più "appetitose" sono quelle infarcite di aneddoti "pepati", di descrizioni "piccanti" e, vuoi anche, di paragoni "gustosi". Ecco allora che a partire dall'analogia fra il nutrimento del corpo e il nutrimento della mente è possibile riconsiderare il rapporto, in verità non troppo sotterraneo, fra il cibo e il pensiero.


Sinestesie della degustazione.
Appunti sulle parole del vino

Di Rosalia Cavalieri

(...) Ma il ‘divino nettare’ è anche ‘parola’, specialmente quando lo si sa gustare, cioè valutare e apprezzare: attività che implica senso della condivisione e capacità di parlare del vino in modo appropriato. Se proviamo a capire cosa distingua l’atto fisico del bere dall’atto cognitivo del degustare, comprendiamo bene la linguisticità del vino e perciò il ruolo decisivo della parola in questa complessa esperienza estetica o, piuttosto, sinestetica. Il vino è infatti un fenomeno complesso: è colore, profumo, sapore, consistenza, calore e suono. Ma se l’atto del bere si compie in silenzio e non richiede concentrazione della mente e del palato, la degustazione che lo commenta è invece inevitabilmente parlante. La bellezza e la bontà di un vino si esprimono di fatto in un linguaggio inteso a tradurre questa speciale esperienza (sin)estetica.


Ultimi incontri con le Sirene
Di Francesca Gruppi

Dall‟antichità ai giorni nostri, da Omero a Platone, da Cicerone a Clemente Alessandrino, da Agostino a Montaigne, da Pascoli a Eliot – per citare solo alcuni nomi celebri – l‟episodio di Odisseo e le Sirene è stato interrogato, allegorizzato, riscritto, caricato di infiniti e opposti sensi. Vi è anche chi sostiene che le Sirene – figure di contrasto ma dotate di autonomia, diverse, in virtù del segreto del canto, dai mostri che dominavano la terra in età arcaica – siano gli «esseri mitologici meglio adattabili in assoluto alle più diverse esigenze culturali ed artistico-letterarie, e quindi singolarmente pronti ad assumere sempre nuovi valori simbolici a opera di filosofi, teologi, narratori e poeti».
Ma scandagliando questa lunga vicenda vale la pena di indugiare su una data: l‟anno 1917, quando il genio di Franz Kafka si appropria del racconto omerico, gettando lo sguardo nell‟abisso spalancato dall‟enigma di quel canto e dall‟esperienza insondabile di Odisseo.


Dall'intersoggettività alla Condivisione: conoscenza, immagine della conoscenza e organizzazione della conoscenza
Di Silvano Tagliagambe

(...) la conoscenza non è statica bensì dinamica e sempre incompleta. Essa non può essere vista come un corpus di idee e/o di competenze da acquisire bensì come capacità del soggetto di vederne i limiti, le manchevolezze, le insufficienze, la necessità di approfondimento. Ciò che è centrale non sono quindi le nozioni (quantità) ma la capacità di riflettere su di esse, di analizzarle di criticarle, di adattarle e, soprattutto, di orientarsi all'interno dell'intricato labirinto costituito da un corpus di informazioni e conoscenze che si espande sempre di più e in modo sempre più rapido


Da L'Almanacco della crudeltà
Di Andrea Tagliapietra

(...) La filosofia si attesta ai bordi del mondo, pronuncia il suo "preferirei di no" là dove nessuno può scalzarla. E' disciplina dell'eccentrico, dell'assurdo, del paradossale. Ma proprio sulla linea del margine sta il punto archimedico, il "contro", quel famoso punto d'appoggio che ci consente di sollevare il mondo, di rovesciare lo stato delle cose, di pensare oltre l'orizzonte, di costruire il nuovo nell'azzurro // [...]



La parola imprigionata. Pessoa, Jabès, Bernhard e la scrittura

Di Giuseppe Pulina

Può la scrittura raccontare la morte o diventare essa stessa esercizio di morte? Pessoa, Jabès e Bernhard propongono tre modi di raccontare il mondo giunto alla fine dei suoi giorni. Vero inchiostro apocalittico, piccola deriva solipsistica di un mondo che osa a stento affidare ad un dio le sue ultime chanches di salvezza. Ammesso che solo un dio possa in realtà salvare ciò che non pare nemmeno votato ad un destino di dannazione.


Un’amicizia stellare: Kierkegaard e Pessoa
Di Susanna Mati

(...) L’esteta vuole sentire continuamente le vertigini, saziare la sua paradossale fame di dubbio sull’esistenza, che più mangia più ha fame, vuole indurire un sensibilissimo intimo fino all’insensibilità, per «poi lasciare che tutto quanto crolli dalle fondamenta, che la tua anima possa esser placata, sì, immelanconita, che ti possa riuscire di suscitare un’eco, perché l’eco suona solo nel vuoto»


NOTE DA ARCHIVIO
Anno I/1 | Anno I/2  | Anno I/3 | Anno II/1 | Anno II/2 | Anno II/3 | Anno III/1 | Anno III/2-3 | Anno IV/1 |

   
       


Xaos Giornale di confine
Rivista on line di filosofia arte e letteratura

dav.CREATION editrice



Reg. Tribunale di Sassari n. 381/2001 - 08/05/2001 - ISSN 1594-669X | info@giornalediconfine.net