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AGENDA. D'ARTE | MAN NUORO

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LE FUTURISTE 1912-1944.


Al MAN di Nuoro una mostra dedicata al futurismo e le donne.

Dal 9 marzo al 10 giugno 2018 il MAN di Nuoro ospita “L’elica e la luce. Le futuriste. 1912_1944”. Un percorso espositivo per raccontare - attraverso oltre 100 opere fra dipinti, sculture, carte, tessuti, maquette teatrali e oggetti d'arte applicata - l’operato di queste donne che hanno lavorato dagli anni dieci fino agli anni quaranta
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(Immagine Wanda Wulz "Io + gatto" - Foto Archivi Alinari, Firenze)
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ESSERE AL MONDO
Nuove relazioni e antiche prossimità
di Massimo Donà

(...) Un’occasione per riflettere intorno alla nuova forma-mondo; quella che siamo destinati a sperimentare ogni giorno e in ogni luogo della nostra sempre comune esistenza. Ma non tanto nell’incombere di una questione mondiale sempre più complessa e spaesante, quanto piuttosto in ogni spazio o riposto anfratto della nostra solo apparentemente banale quotidianità •••




POTENZE DELLA FINZIONE
La Filosofia e Pessoa
di Fabio Treppiedi

C’è un frammento del Libro dell’inquietudine su cui è possibile impiantare una questione che tocca la poesia di Pessoa in uno dei suoi punti nevralgici:
"Forse un giorno capiranno che ho compiuto, come nessun altro, il mio innato dovere di interprete di una parte del nostro secolo".
Non si tratta né di chiedersi fino a che punto la persona che ha scritto il frammento, l’“ortonimo” Fernando Pessoa, si identifichi col personaggio che vi appone la firma, l’“eteronimo” Bernardo Soares, né tantomeno di chiedersi fino a che punto il fatto che il secondo sia frutto dalla mente del primo basti di per sé a confinare l’affaire Pessoa nella finzione letteraria piuttosto che nella malattia mentale. Bisognerebbe infatti assumere fino in fondo la finzione pessoana, prenderla alla lettera, interrogandosi non tanto sull’arrivo presunto del “giorno” evocato nel frammento quanto più sulla capacità, da parte del pensiero stesso, di accogliere la finzione in tutta la sua portata
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LA LOTTERIA DI BABELE
Appunti filosofici su caso e fortuna nella società della comunicazione
di Andrea Tagliapietra

(...) La Biblioteca di Babele è l'ologramma, l'orizzonte della comunicazione totale: «tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue» recita il bibliotecario. Borges, da buon neoplatonico, afferma l'assioma per cui «la Biblioteca esiste ab aeterno». Eppure, se noi riuscissimo ad immaginare la creazione di questa biblioteca, il suo farsi e il suo divenire nel tempo, ecco allora che la lettura dell'altro racconto di Borges, La lotteria a Babilonia, parrebbe, a suo modo, fatale. Vi si descrive, infatti, «un paese vertiginoso, dove la lotteria è parte principale della realtà» (Borges 1941, p. 56). Un luogo in cui «il numero dei sorteggi è infinito», «nessuna decisione è finale» e «tutte si ramificano in altre». Babilonia è la preistoria di Babele, il "prologo in terra" dell'universale biblioteca dei segni, nient'altro che «un infinito gioco d'azzardo» (Borges 1941, p. 62) •••







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XAOS. LA RIVISTA

NOTE SUL CONCETTO DI CULTURA ALIMENTARE
di Rosalia Cavalieri
(...) Il cibo dunque è cultura perché non ci limitiamo a ingerirlo ma lo progettiamo, lo produciamo, lo trasformiamo, lo modifichiamo secondo il nostro gusto, il nostro piacere e le nostre esigenze, lo pensiamo, arricchendolo di attributi simbolici, trasformando così anche il mondo circostante. E poi, cosa non da poco, siamo capaci di comunicarlo, di socializzarlo, di tradurlo in linguaggio verbale, sia nell’ambito della convivialità della tavola, sia nel contesto della degustazione di una pietanza o di un vino: raccontare a voce o mettere per iscritto un’esperienza gustativa è una prerogativa degli animali umani proprio perché animali linguistici.

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DISABITARE LO SPAZIO
di enrico ghezzi

Abitare lo spazio infinito è maschera del disabitare il non (ancora)finito?
Quale soggetto pineale si può ancora permettere di sentirsi abitare il corpo o la mente?
Quale gerarchia seguirà la ricerca dell'immortalità mediante il trapianto (ora del volto, ultime notizie)?
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ABITARE GLI INTRA MUNDIA

di Carlo Sini

Adamo dove sei?
Naturalmente è una espressione sommamente ambigua perché è certo che Jahvè sa benissimo dov’è Adamo.
Allora io credo che, come deve accadere per ogni domanda (…) la questione vera non è di rispondere, è di capire la domanda
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ABITARE LO SPAZIO LIQUIDO DELL'ARCHITETTURA
di Silvano Tagliagambe

Che lo si voglia o no, che lo si comprenda o meno, il nostro modo di abitare lo spazio è sempre più condizionato e modificato dalla presenza ormai determinante nella nostra cultura del ciberspazio. Questo termine, com'è noto, è uscito nel 1984 dalla penna di William Gibson, un autore di fantascienza, che ne fa uso per la prima volta nel suo fortunato Neuromancer e poi in Count Zero, deriva, com'è noto, dal greco kubernein che significa "governare, dirigere". Nella sua accezione più immediata indica un nuovo universo, una realtà artificiale, "virtuale", multidimensionale, generata, alimentata e resa accessibile dal computer attraverso le reti globali di comunicazione. Un universo padroneggiato e percorribile da tutti coloro che ne conoscano i percorsi, ma tuttavia libero dai vincoli fisici dello spazio e del tempo •••

 

 


 
 
 
LETTURE
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DAI BORDI DEL MONDO

"La filosofia si attesta ai bordi del mondo, pronuncia il suo "preferirei di no" là dove nessuno può scalzarla. E' disciplina dell'eccentrico, dell'assurdo, del paradossale. Ma proprio sulla linea del margine sta il punto archimedico, il "contro", quel famoso punto d'appoggio che ci consente di sollevare il mondo, di rovesciare lo stato delle cose, di pensare oltre l'orizzonte, di costruire il nuovo nell'azzurro"
(Esser Contro)


AGENDA. D'ARTE | MUSEO DELLA GRAFICA - PISA
RIFLESSIONI PER IMMAGINI SUL TEMPO

A Pisa ci si interroga sull'essenza del Tempo con la mostra Il tempo e le opere

Dal 22 fino all'11 marzo 2018 il Museo della Grafica di Pisa ospita la mostra Il tempo e le opere. Curata da Massimo Melotti, la mostra presenta artisti e tendenze dell’arte contemporanea che hanno approfondito la loro ricerca sul tema del tempo

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AGENDA.. PERUGIA SOCIAL PHOTO FEST

THE SKIN I LIVE
La pelle è la totalità di una superficie di confine.


Il tema dell'edizione 2018 del Perugia Social Photo Fest è la pelle, intesa come totalità di una superficie di confine ed espressione di quella “imprescindibile” separazione dal nostro ambiente e dal nostro prossimo, che è fondamento dell’essere. La nozione di “io” inizia infatti proprio dalla nostra pelle. 

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Perugia. Dal 10 marzo all'8 aprile 2018 va in scena la quinta edizione del Perugia Social Photo Fest. Diciotto mostre in programma, due nuovi eventi espositivi, workshop, la conferenza internazionale “Experiencing Fotography” e la Master Class con Judy Weiser •••



L'esistenza di troppo.
Jean-Paul Sartre e il romanzo della nausea esistenziale

DI STEFANO SCRIMA

Dopo Nietzsche l’uomo contemporaneo acquisì suo malgrado coscienza della fragilità del terreno; il sentimento di vuoto che mina l’esistenza, il nichilismo, penetrò nelle trame della quotidianità ancor prima che nelle pagine di trattati filosofici, romanzi e poesie.

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Ultimi incontri con le sirene


DI FRANCESCA GRUPPI

Dall‟antichità ai giorni nostri, da Omero a Platone, da Cicerone a Clemente Alessandrino, da Agostino a Montaigne, da Pascoli a Eliot – per citare solo alcuni nomi celebri – l‟episodio di Odisseo e le Sirene è stato interrogato, allegorizzato, riscritto, caricato di infiniti e opposti sensi. (...) Ma scandagliando questa lunga vicenda vale la pena di indugiare su una data: l‟anno 1917, quando il genio di Franz Kafka si appropria del racconto omerico, gettando lo sguardo nell‟abisso spalancato dall‟enigma di quel canto e dall‟esperienza insondabile di Odisseo •••


Un’amicizia stellare
Kierkegaard e Pessoa


DI SUSANNA MATI

(...) L’esteta vuole sentire continuamente le vertigini, saziare la sua paradossale fame di dubbio sull’esistenza, che più mangia più ha fame, vuole indurire un sensibilissimo intimo fino all’insensibilità, per «poi lasciare che tutto quanto crolli dalle fondamenta, che la tua anima possa esser placata, sì, immelanconita, che ti possa riuscire di suscitare un’eco, perché l’eco suona solo nel vuoto» •••



Fabrizio De André:
le forme dell’amore.


DI ANTONIO DI GENNARO

Una pluralità di motivi caratterizza l’esperienza poetica di Fabrizio De André. Idee, sentimenti, avvenimenti prendono forma nello schiudersi della parola in versi. Come d’incanto, frammenti di emozioni si calano e si celano sotto le spoglie di un linguaggio poetico. Storie di uomini e donne, storie di vita raccontate nella fluidità di un testo, spesso accompagnato da pochissime note. Storie di una quotidianità vissuta, lasciata trasparire attraverso le tracce della poesia.
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Rivista on line di filosofia arte e letteratura


Reg. Tribunale di Sassari n. 381/2001 - 08/05/2001 - ISSN 1594-669X | info@giornalediconfine.net | www.puntoarch.net

 



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