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GIORNALE DI CONFINE

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Periodico on line di caotica varietà delle testimonianze umane

   
 
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Quaderni Xaos

Comunicazione immagine verità
(...) E' opinione diffusa che la
comunicazione abbia a suo fondamento
la comunità.
Si sosterrà l'opposta tesi che è la
comunicazione che fonda la comunità [...]


da spazidelcontemporaneo

abitare spazi ... in corso di allestimento

+ + Novissima relatio // Di Massimo Donà

+ + disabitare lo spazio // Di enrico ghezzi

+ + Abitare l'arte // Di Toni Toniato

+ + Abitare gli intra mundia // Di Carlo Sini


AGENDA // Gennaio Febbraio Marzo
Leggere per viaggiare, Viaggiare per leggere

++ IL VINO E IL MONDO INTORNO


20 Gennaio 2012 // Mestre-Venezia

Libreria Feltrinelli di Mestre. Il filosofo Massimo Donà, autore di Il vino e il mondo intorno (Aliberti), dialoga con l'enologo Luca Maroni. Insieme rileggono una storia quanto mai affascinante e riconoscono, riflesse sui calici trasparenti bagnati dal vino, le infinite scorribande disegnate dall’umana fantasia.
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++ NUMERI IMMAGINARI. CINEMA E MATEMATICA

25 Gennaio 2012 // Firenze

All'interno della manifestazione "Leggere per non dimenticare", un’affascinante storia di contaminazioni tra matematica e arte: l’immaginario del cinema che si sposa con l’immaginario della matematica. Presentazione del libro di Michele Emmer Numeri immaginari. Cinema e matematica (Bollati Boringhieri, 2011)
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++ LA FIGURA EMBLEMATICA DI ULISSE IN DANTE

26 Marzo 2012// Milano

Presso L'Università Vita Salute San Raffaele (Aula Caravella Santa Maria) si terrà il 26 marzo la Lezione magistrale dedicata alla figura di Ulisse in Dante.
Relatori Massimo Cacciari e Giovanni Reale

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Dalla libreria on line di giornalediconfine.net
Letture, appunti, riflessioni, interviste tra arte letteratura e filosofia


Sinestesie della degustazione.
Appunti sulle parole del vino

Di Rosalia Cavalieri

(...) Ma il ‘divino nettare’ è anche ‘parola’, specialmente quando lo si sa gustare, cioè valutare e apprezzare: attività che implica senso della condivisione e capacità di parlare del vino in modo appropriato. Se proviamo a capire cosa distingua l’atto fisico del bere dall’atto cognitivo del degustare, comprendiamo bene la linguisticità del vino e perciò il ruolo decisivo della parola in questa complessa esperienza estetica o, piuttosto, sinestetica. Il vino è infatti un fenomeno complesso: è colore, profumo, sapore, consistenza, calore e suono. Ma se l’atto del bere si compie in silenzio e non richiede concentrazione della mente e del palato, la degustazione che lo commenta è invece inevitabilmente parlante. La bellezza e la bontà di un vino si esprimono di fatto in un linguaggio inteso a tradurre questa speciale esperienza (sin)estetica.


Ultimi incontri con le Sirene
Di Francesca Gruppi

Dall‟antichità ai giorni nostri, da Omero a Platone, da Cicerone a Clemente Alessandrino, da Agostino a Montaigne, da Pascoli a Eliot – per citare solo alcuni nomi celebri – l‟episodio di Odisseo e le Sirene è stato interrogato, allegorizzato, riscritto, caricato di infiniti e opposti sensi. Vi è anche chi sostiene che le Sirene – figure di contrasto ma dotate di autonomia, diverse, in virtù del segreto del canto, dai mostri che dominavano la terra in età arcaica – siano gli «esseri mitologici meglio adattabili in assoluto alle più diverse esigenze culturali ed artistico-letterarie, e quindi singolarmente pronti ad assumere sempre nuovi valori simbolici a opera di filosofi, teologi, narratori e poeti».
Ma scandagliando questa lunga vicenda vale la pena di indugiare su una data: l‟anno 1917, quando il genio di Franz Kafka si appropria del racconto omerico, gettando lo sguardo nell‟abisso spalancato dall‟enigma di quel canto e dall‟esperienza insondabile di Odisseo.


La Lotteria di Babele
Appunti filosofici su caso e fortuna nella società della comunicazione

Di Andrea Tagliapietra

(...) La Biblioteca di Babele è l'ologramma, l'orizzonte della comunicazione totale: «tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue» recita il bibliotecario. Borges, da buon neoplatonico, afferma l'assioma per cui «la Biblioteca esiste ab aeterno». Eppure, se noi riuscissimo ad immaginare la creazione di questa biblioteca, il suo farsi e il suo divenire nel tempo, ecco allora che la lettura dell'altro racconto di Borges, La lotteria a Babilonia, parrebbe, a suo modo, fatale. Vi si descrive, infatti, «un paese vertiginoso, dove la lotteria è parte principale della realtà» (Borges 1941, p. 56). Un luogo in cui «il numero dei sorteggi è infinito», «nessuna decisione è finale» e «tutte si ramificano in altre». Babilonia è la preistoria di Babele, il "prologo in terra" dell'universale biblioteca dei segni, nient'altro che «un infinito gioco d'azzardo»


Dall'intersoggettività alla Condivisione: conoscenza, immagine della conoscenza e organizzazione della conoscenza
Di Silvano Tagliagambe

(...) la conoscenza non è statica bensì dinamica e sempre incompleta. Essa non può essere vista come un corpus di idee e/o di competenze da acquisire bensì come capacità del soggetto di vederne i limiti, le manchevolezze, le insufficienze, la necessità di approfondimento. Ciò che è centrale non sono quindi le nozioni (quantità) ma la capacità di riflettere su di esse, di analizzarle di criticarle, di adattarle e, soprattutto, di orientarsi all'interno dell'intricato labirinto costituito da un corpus di informazioni e conoscenze che si espande sempre di più e in modo sempre più rapido


Da L'Almanacco della crudeltà
Di Andrea Tagliapietra

(...) La filosofia si attesta ai bordi del mondo, pronuncia il suo "preferirei di no" là dove nessuno può scalzarla. E' disciplina dell'eccentrico, dell'assurdo, del paradossale. Ma proprio sulla linea del margine sta il punto archimedico, il "contro", quel famoso punto d'appoggio che ci consente di sollevare il mondo, di rovesciare lo stato delle cose, di pensare oltre l'orizzonte, di costruire il nuovo nell'azzurro // [...]



La parola imprigionata. Pessoa, Jabès, Bernhard e la scrittura

Di Giuseppe Pulina

Può la scrittura raccontare la morte o diventare essa stessa esercizio di morte? Pessoa, Jabès e Bernhard propongono tre modi di raccontare il mondo giunto alla fine dei suoi giorni. Vero inchiostro apocalittico, piccola deriva solipsistica di un mondo che osa a stento affidare ad un dio le sue ultime chanches di salvezza. Ammesso che solo un dio possa in realtà salvare ciò che non pare nemmeno votato ad un destino di dannazione.


Un’amicizia stellare: Kierkegaard e Pessoa
Di Susanna Mati

(...) L’esteta vuole sentire continuamente le vertigini, saziare la sua paradossale fame di dubbio sull’esistenza, che più mangia più ha fame, vuole indurire un sensibilissimo intimo fino all’insensibilità, per «poi lasciare che tutto quanto crolli dalle fondamenta, che la tua anima possa esser placata, sì, immelanconita, che ti possa riuscire di suscitare un’eco, perché l’eco suona solo nel vuoto»

 

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